Tommaso Merlo, ebook, e-book, e-books, politica, attualità, analisi, democrazia, commenti politici, partiti, Italia tommasomerlo | La politica non è sempre una cosa seria | Il Cannocchiale blog
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24 febbraio 2018
POLITICA
L’Italia che mena e gli sciacalli

Migliaia di cittadini stanno scendendo in strada per fronteggiarsi sventolando bandiere rosse o nere manco fossimo negli anni settanta. Tra loro tanti giovani pronti ad immolarsi fisicamente contro il nemico, contro le Forze dell’Ordine, contro la realtà. Pronti a lanciare bottiglie e sferrare calci e pugni contro chi la pensa diversamente. Una assurdità. Se c’è un’idea che dovrebbe essere sotterrata per sempre, è proprio che la violenza sia uno strumento di lotta politica. Ce lo dice la nostra Costituzione, ce lo insegna la nostra storia. La violenza che infesta le strade, nei Palazzi significa guerra. Significa credere che per raggiungere degli obiettivi politici serva colpire l’avversario, farlo cedere, distruggerlo. Serva imporre con la forza la propria volontà. Una falsità, una insensatezza. I fatti dicono come gli “ismi” alla fine abbiano prodotto solo milioni di morti, distruzione, miseria, dolore. Utopici manifesti, roboanti parole, bei propositi che alla fine hanno generato il solito meschino sfruttamento dell’uomo sull’uomo, solo miseria e morte. Fa venire i brividi che nel 2018 vi siano così tanti giovani disposti ad indossare un giubbotto di pelle, un casco e scendere in strada a menare le mani, a insultare, a sputare pensando che si tratti di politica, pensando che serva a qualcosa. Vittime, non carnefici. Per confondere oggi il “fare a botte” col “fare politica” ci vuole certo molta ignoranza della storia e della politica stessa ma anche rabbia frutto dell’emarginazione sociale, paura di perdere anacronistiche identità, frustrazione figlia dell’esclusione e del fallimento dei propri sogni e tanto vuoto interiore generato da un modello che riempie male gli stomaci e per niente gli spiriti. Un modello le cui lacune sono state esasperate dalla crisi. È esplosa la povertà, è esplosa l’ingiustizia sociale. Bande ciniche di ricchi, masse di poveri. Centro, periferie. Lo stato sociale, la cosa pubblica, divenuti un ostacolo agli interessi economici delle nuove monarchie finanziarie e dei loro giullari politici. Come il lavoro che è sempre più schiavitù, come i diritti sempre più optional. E poi c’è un mondo che si ostina a girare e porre l’uomo difronte a nuove sfide e alle conseguenze dei suoi fallimenti. E dato che nel “presente” non si trovano risposte, i più iracondi, i più deboli, si rifugiano nel “passato remoto”, in illusioni ideologiche senza senso storico, in ricette suicide, in calci e pugni. Grosse responsabilità le ha ovviamente anche la vecchia politica in Italia. Classi dirigenti che si sono rivelate totalmente incapaci di risolvere certi problemi e addirittura spesso li hanno creati o accentuati con vere e proprie controriforme. Quanto ai ragazzini che si picchiano per strada, la vecchia politica li ha sempre sfruttati a fini elettorali. Certe classi dirigenti - mentre si arricchivano satolle – hanno sempre buttato benzina sul fuoco dalle finestre dei Palazzi pur di preservare fasulle identità partitiche e pur di raccattare voti e poltrone. Come stanno facendo anche in queste settimane di campagna elettorale. Come fanno gli sciacalli. 

Tommaso Merlo




permalink | inviato da Merlo il 24/2/2018 alle 9:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
23 febbraio 2018
POLITICA
La questione amorale

È la moralità in politica uno dei veri contenuti di queste elezioni. L’onestà, la trasparenza, la legalità e la qualità della classe dirigente. I fronti sono tre, come i poli principali. Per quello che rimane della sinistra, dopo essere sempre vissuti nell’illusione di una presunta superiorità intellettuale e morale, negli ultimi lustri sono stati travolti da innumerevoli scandali che hanno fatto evaporare certe chimere. A sbattergli in faccia la verità, i 5 Stelle. Un affronto indigeribile. Il mondo di sinistra detesta i 5 Stelle proprio per questo, perché li ha superati sul piano della questione morale che loro hanno tradito. E ancora oggi, ad ogni fragilità dei 5 Stelle, la sinistra si scatena al grido di “visto? Sono disonesti anche loro, sono ladri anche loro”, già, “come noi”, “come tutti”, si sottintende. Caduto il muro e leadership miopi o tonte, Renzi è sceso a compromessi con la parte marcia del paese pensando che fosse una scorciatoia per strappare consensi. Una strategia fallimentare e che ha ridotto i nipotini di Berlinguer a pugnalare alle spalle chi come i 5 Stelle non si arrende alla questione morale. Davvero un triste destino. Poi c’è quello che rimane delle destre che complessi di superiorità morale non ne ha mai avuti e ci mancherebbe altro. La loro questione amorale la riassume l’indecente parabola politico-giudiziaria di Berlusconi (corruttore perfino di giudici, di forze dell’ordine, di testimoni, di politici) che ha addirittura ribaltato lo schema tra “guardie e ladri”. Per Forza Italia - e anche la Lega - il problema in Italia non sono i politici corrotti ma i giudici che cercano di sbatterli in galera. Le destre si sono spinte a legiferare per permettere ai farabutti di farla franca (prescrizione breve, legittimo impedimento, lodi vari) e ancora oggi rappresentano politicamente la casa di coloro che addirittura rivendicano il diritto di rubare ed evadere senza provare nessuna vergogna ed anzi ricandidandosi al grido di “è tutto falso, colpa dei giudici politicizzati”. Una depravazione suicida per la vita pubblica di una democrazia. Poi ci sono i 5 Stelle che della questione morale ne fanno un cavallo di battaglia. Sono nati proprio per combattere il degrado nella “cosa pubblica”. Un’impresa coraggiosa in uno dei paesi occidentali più corrotti ma che hanno fronteggiato con serietà. Nessun partito ha mai chiesto la fedina penale pulita ai candidati, nessun partito ha cacciato portavoce voltagabbana o sporcati da scandali veri (“di soldi” e non creati dai giornali), nessun partito pretende standard di trasparenza e legalità come fa il Movimento. Una sfida ardua dato il marciume dilagante e la velocità con cui è cresciuto al punto che qualche sbandata era prevedibile, come quella dei mancati rimborsi. Ma quello che conta è la reazione agli errori. Il Movimento ha immediatamente cacciato i portavoce che hanno tradito, si è sempre dimostrato intransigente con chi ha violato il suo codice etico e continua ad introdurre nuovi sistemi organizzativi per migliorare. La questione morale è una meta a cui una democrazia deve costantemente tendere. Una meta a cui paradossalmente non si arriva mai data l’imprevedibilità della debolezza umana e l’astuzia dei ladri. Compito della politica è tenere vivo un costante e serio processo di miglioramento. Senza arrendersi come ha fatto la sinistra. Senza speculandoci sopra come ha fatto la destra. Ma lottando. Come sta facendo il Movimento.

Tommaso Merlo




permalink | inviato da Merlo il 23/2/2018 alle 10:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
22 febbraio 2018
POLITICA
Poveri comunisti col Rolex

Dopo anni a spaccarsi il cervello a discutere sul futuro della galassia ex comunista, era nato finalmente il Pd. Partito moderno a vocazione maggioritaria. La casa comune del centrosinistra. Là dove ex democristiani di sinistra e rossi autentici avrebbero dovuto sintetizzarsi politicamente. Un partito inclusivo, all’americana. Facile a dirsi, impossibile a farsi. Dopo aver falcidiato un segretario dopo l’altro, dopo anni di litigi tenuti a bada solo in prossimità delle elezioni, ecco la svolta, ecco Renzi al motto di “rottamiamo i dirigenti”. L’uomo nuovo, il leader ideale per traghettare la baracca nel futuro. Già, ideale per distruggere quel poco che sopravviveva iscritti inclusi e trasformare un partito mai decollato in un partito personale. Renzi il Pd l’ha spaccato in due. Chi sta con lui dentro, chi è contro di lui fuori. Davvero post ideologico in questo senso e davvero rappresentativo del crudo destino di questa area politica. Il mondo ex comunista ha prodotto solo due strade: quella di tradire diventando destra oppure quella di continuare a scimmiottare il passato comunista evaporando elezione dopo elezione. Questo dicono i fatti. Dopo decenni a dibattere in politichese astruso, la sinistra non ha prodotto nessuna idea nuova, non è stata capace di evolversi. L’unica cosa che è riuscita a fare è sbandare a destra tradendo se stessa oppure rimanere allo stesso punto di partenza con la bandiera rossa in mano. La Terza Via è stata una storica fake-news. Il bluff di Blair in Inghilterra lo stanno ancora pagando adesso, mentre Obama ha dimostrato come i democratici non siano altro che conservatori più moderati e politically correct. Ma sotto sotto la stessa cosa. Come Renzi e Berlusconi, come il Pd di oggi e Forza Italia, la stessa cosa. Almeno questo merito allo statista di Rignano sull’Arno bisogna concederlo. Ha fatto saltare in aria l’ipocrisia su cui si basava il Pd. Le ideologie non si evolvono, si buttano via e si riparte dal presente. Renzi ha rimesso i resti della galassia comunista davanti all’unica strada che hanno: il congelatore, là dove si perpetua una sempiterna scissione dell’atomo. Una guerra tra bande dalle motivazioni ignote che trova pace solo prima delle urne, solo durante la caccia alle poltrone. L’unica novità di questo 2018 è che grazie a Renzi nel congelatore sono finiti i pezzi grossi. I dinosauri D’Alema e Bersani e addirittura il presidente del Senato Grasso nominato portabandiera rossa. Dicono però che comandi il baffo che dopo aver solcato in lungo e in largo il Mediterraneo sul suo 18 piedi, si è dato alla produzione di vino nella sua tenuta umbra. Vigneti lussureggianti grazie ai quali delizia i palati sopraffini con un bianco frizzante fruttato e un nero più strutturato. Comunisti con un cassetto pieno di Rolex. D’Alema, Grasso, Bersani e compagnia bella. Ricchi egoarchi che invece di ammettere l’esaurimento totale della propria parabola politica insistono, sprezzanti perfino del ridicolo, a filosofeggiare del nulla. Tra un Rolex e l’altro. In attesa delle salvifiche urne.

Tommaso Merlo




permalink | inviato da Merlo il 22/2/2018 alle 16:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
20 febbraio 2018
POLITICA
Hanno paura

Un silenzio spettrale domina questa campagna elettorale. Perfino le mirabolanti promesse tacciono dopo essere state svergognate brutalmente. Gli italiani non stanno più al gioco di certe pagliacciate. Sui media c’è spazio solo per infamare i 5 Stelle e per negare gli scandali veri dei vecchi partiti. Hanno paura. Si rendono conto che qualcosa sta andando storto. Il piano dell’establishment ormai lo hanno capito anche i sassi e lo ammettono apertamente pure loro. Vogliono continuare l’inciucio dopo il 4 marzo grazie ad una legge elettorale ideata apposta. Renzi e Berlusconi hanno cioè tramato per far fuori il primo partito - il Movimento 5 Stelle - truccando la partita con una legge elettorale indecente che gli permette di manipolare ad urne chiuse il voto degli italiani. Una mossa democraticamente scandalosa, al limite dell’eversione. Quello che rimane del malconcio regime partitocratico si è arroccato al punto da usare mezzi truffaldini per impedire che la storia, la democrazia, la volontà popolare faccia il suo corso liberamente. Tale indicibile piano rischia però di non andare come previsto. Tutta colpa di Renzi che si è fatto infinocchiare troppo da Forza Italia, la legge elettorale favorisce in maniera smisurata la coalizione di centrodestra, gli ha consegnato tutto il nord su un piatto d’argento. L’intento di Renzi era far fuori i 5 Stelle e invece ha fatto fuori se stesso. Questo anche perché il Pd continua a precipitare ben oltre le previsioni. Un bel casino. Se il Pd crolla sotto al 20% e la coalizione di centrodestra supera il 40%, come fa Berlusconi a voltare le spalle a Salvini e alla Meloni e a milioni di elettori che hanno votato i tre finti alleati in buona fede? Come fa il 5 marzo a fare l’inciucio col suo allievo Renzi come se nulla fosse? Se stravince il centrodestra deve governare ma il piano non era quello, Berlusconi lo ha dichiarato più volte: Gentiloni a lui va benissimo e al massimo Tajani e via di grandi intese. Tranquille e serene. Berlusconi - nemmeno eleggibile - non è nelle condizioni fisiche e soprattutto mentali di far altro. Non riuscirebbe a gestire casini con quell’indemoniato di Salvini o quella lagnosa della Meloni con cui non sono d’accordo su nulla. In questi giorni gli fanno eco dall’altra parte Bonino e Lorenzin e tutti gli altri evergreen del trasformismo italiota, tutti ad evocare governi di unità nazionale come ad esorcizzare la paura che il loro piano indecente salti per aria. Tutti impauriti da una seconda ipotesi ancora più terrificante per loro. Tutte le infamate ai 5 Stelle a media unificati, si stanno rivelando un boomerang per chi le fa. E se parte di quel 35/40% di elettori che non sa se votare o per chi, decidesse nell’ultima settimana di votare 5 Stelle? Sarebbe un disastro storico per gli artefici del vergognoso e anti democratico piano pro inciucio. Sarebbe la fine di un’epoca. E lo sanno benissimo. Per questo hanno paura.

Tommaso Merlo




permalink | inviato da Merlo il 20/2/2018 alle 15:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
18 febbraio 2018
POLITICA
Rifiuti politici

Fa sempre impressione vedere politici e funzionari che pretendono una percentuale sugli appalti pubblici. Sconvolge come parlino di soldi nostri come fossero loro. Atterrisce la naturalezza con cui rubano. Dai video che li inchiodano ormai da diversi anni, si percepisce come rubare sia per loro una consuetudine e quanto la corruzione sia qualcosa di scontato nel sistema Italia, qualcosa di ovvio che fanno tutti, da sempre. Come una seconda tassa sui rifiuti. Un 10-15% di soldi nostri che politici e burocrati deviati ci rubano tre volte. La prima in contanti per farsi ville e viaggi alla faccia nostra. La seconda in qualità delle opere. Riduzione dei costi per le ditte appaltatrici vuol dire viadotti o scuole costruite con cemento e ferro scarso fino ai rifiuti velenosi smaltiti sotto i piedi dei nostri bambini. La terza in degenerazione del sistema. Solo ditte criminali e disoneste possono spesso accettare le condizioni imposte dai corrotti per realizzare le opere, e questo a scapito delle aziende sane. La corruzione è devastante per un paese. Non è solo una quantità enorme di soldi sottratti alla gente comune che finisce nelle mani sporche di una ristretta cerchia di politicanti, la corruzione uccide persone in carne ed ossa, uccide una comunità nel suo insieme. L’ultimo clamoroso caso è quello scoperto grazie a Fanpage e che coinvolge il figlio del governatore campano De Luca. Immagini inequivocabili. Ladri sorpresi col sorcio in bocca a speculare ancora sullo smaltimento dei rifiuti in una terra già martoriata da scandali inauditi. Rifiuti tossici e contaminanti sotterrati nei campi, vicino alle case, agli ospedali, alle scuole. Scene da film dell’orrore le cui drammatiche conseguenze i poveri cristi le pagheranno per decenni. Eppure i ladri sono ancora là, come nulla fosse successo, a confabulare alle nostre spalle sull’unica cosa che ancora conta in un sistema marcio fino all’osso, gli appalti, i soldi. Come dopo i terremoti o le alluvioni, come sempre quando lo Stato si appresta ad aprire il portafoglio. Dal piccolo comune di provincia alle grandi città, da nord a sud, la corruzione sta uccidendo l’Italia eppure certa politica minimizza, nega. Pd e Forza Italia una legge seria e dura anti-corruzione non l’hanno fatta e non la vogliono fare, ripetono che va bene così, che è già stato fatto tanto. Renzi dopo aver sorvolato sulle fritture, si scomoda addirittura per difendere i De Luca ricordando che quello candidato al parlamento col Pd è l’altro figlio - Piero - già, quello rinviato a giudizio per bancarotta, non il giovane assessore. Destra o sinistra, Pd o Forza Italia, non fa differenza. Sui ladri i vecchi partiti sono tutti compatti e la candidatura nelle liste di decine di impresentabili è un ulteriore segnale (alcuni candidati sono addirittura già stati condannati in primo grado per corruzione), un segnale a tutti i loro uomini sparsi nelle istituzioni di star tranquilli che con loro al potere la festa continuerà e che non saranno certo loro a negargli il 10-15% di mazzette. Dalla saga dei Genovese, a quella dei Bossi fino a quella dei De Luca, in tanti anni l’unica cosa che è cambiata sono forse i livelli di supponenza ed arroganza raggiunti. Ormai certi partiti e certi personaggi non salvano più neanche le apparenze. Sanno che per loro non si apriranno mai le porte della galera, gli basterà spendere un po' dei soldi che ci hanno rubato in avvocati, buttare tutto in cagnara politica e presto la gente dimenticherà, e presto potranno riciclarsi. Per questo i video che ritraggono i ladri in fragrante sono così importanti, sono l’unico modo con cui il cittadino italiano può verificare e comprendere davvero la monnezza maleodorante che infesta certe istituzioni pubbliche. Poi sta a lui decidere cosa fare. Fregarsene e stare al gioco oppure cogliere l’opportunità delle elezioni per fare pulizia e gettare per sempre certa spazzatura politica nel cassonetto.

Tommaso Merlo




permalink | inviato da Merlo il 18/2/2018 alle 13:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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